III Domenica di Avvento


Oggi celebriamo la terza Domenica dell'avvento, anche chiamato Domenica Gaudete, che vieni dal Latin Gaudium, che significa Gioia. Cosi il messaggio principale della liturgia è questa, la Gioia.
Però da quale gioia ci parla il Vangelo? Questa è per noi la domanda fondamentale.

Viviamo in un tempo che presenta una gioia che è di breve durata, fugace, transitoria, e per questo motivo, non conosciamo spontaneamente questa Gioia che ci parla il Vangelo.

Quanti di noi, non conosciamo una persona o piu, che ha depressione, che ha per alcun motivo una vita con quello vuoto esistenziale che parlano i filosofi contemporanei, Heidgeer, Sartre e altri tanti e che senza aver bisogno de fare qualche forza vediamo anche noi, nelle persone che amiamo o nella nostra stessa vita?

Abbiamo bisogno di domandarci, siamo veramente felici? Ho io questa gioia che parla il Vangelo? Che cosa manca per averla?

Mettiamo i nostri occhi e i nostri cuori nelle parole delle Sacre Scritture e cosi vedremo che cosa è questa gioia da quale parla la liturgia di oggi.

Veddiamo in prima lettura il profeta Sofonia dicendo “rallegrati, figlia di Sion, Israele, esulta e acclama con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme!” e nella seconda lettura sembra ancora più chiaro la chiamata di San Paolo: “Fratelli, siate lieti nel Signore, ve lo ripeto, siate lieti”

Tuttavia questa chiamata puoi sembrare più difficile per noi, o stesso senza sentito se la ascoltiamo senza la trascendenza necessaria, perché tante volte permettiamo che i problemi qui cercano la nostra vita sembrano più grandi che il Dio nostro.

Questa Figlia di Gerusalemme da quale parla Sofonia è il popolo scelto dal Signore, questi Fratelli che parla San Paolo sono i cristiani, e qui vieni una domanda fondamentale, chi siamo noi? Non siamo noi questo popolo scelto dal Signore, non siamo noi i cristiani, quelle che portano una vita nuova data da Cristo Gesù?
Fratelli, vediamo un momento se è una di questi cose che rubano la nostra pace: “Forse tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la mancanza materiale” (Rom 8, 35), io diria anche, la solitudine, la paura del futuro, la nostalgia di qualcuno che è già morto o che è lontano da noi...

Però io vi ricordo quello che dice San Paolo dopo di chiedere questa gioia agli cristiani: “il Signore è vicino!”. Dunque sta qui il motivo della gioia, “Il Signore è vicino a noi”, è vicino nella preghiera, è vicino nei sacramenti, specialmente nell'eucaristia e nella confessione. Colui che sperimenta queste realtà sappi questo. Il Signore mai abbandona nessuno.

Non è motivo di aver paura “Ma in tutte queste cose noi siamo piu che vincitori grazie a colui che ci ha amati” (Rom 8,37) Gesù, lo stesso Gesù che sarà nato in questo Natale, quel stesso che riceviamo nella comunione, quel stesso che ci perdona nella confessione.

Per non estendere troppo questa meditazione, como ho imparato qui in Italia, una buona predica è una predica piccola e intima. Io finisco domandando a ognuno di voi: “Chi venite cercare in questa Santa Messa? Sono sicuro che veniti cercare una Parola di speranza, una parola di fortezza e vi dico con sicurezza, tutto questo troviamo in Gesù, questo stesso Gesù qui troviamo sempre tra le braccia della Vergine Maria e che como dice San Paolo, è vicino a noi.

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